Italia

Ravenna e dintorni: il Parco del Delta del Po

09/12/2020
Capanni da pesca a Ravenna

Sì, esiste una Ravenna oltre i mosaici. Non c’è ombra di dubbio che il grande patrimonio musivo sia il fiore all’occhiello della città romagnola, ma questo è solo uno dei suoi tanti volti. Capitale per ben 3 volte, ha raccolto in sé la testimonianza di diversi periodi storici. E ha affascinato nel corso dei secoli moltissimi artisti, tra i quali il poeta Dante Alighieri e il pittore Gustave Klimt. Ma c’è di più, Ravenna e dintorni offrono aree naturali degne di note.

Parliamo di paesaggi suggestivi che ospitano importantissimi ecosistemi riconosciuti a livello internazionale. Mentre vaste pinete abbracciano il mare, acque dolci e salate si incontrano e scontrano perpetuamente in un labirinto di paludi e zone umide popolate da moltissime specie diverse di uccelli. 

Esperienze interessanti e fuori rotta, lontane dalla vivacità del centro storico o dal brusio della riviera, per scoprire cosa vedere a Ravenna oltre i mosaici, a piedi, in bicicletta e perfino in canoa.

Capanno da pesca a Ravenna fotografato con un drone / © Ottavio Giannella

Il Parco del Delta del Po

Alcuni dei paesaggi naturali del ravennate rientrano nel parco del Delta del Po, una delle zone umide più pregiate in Europa e la più ricca in Italia in termini di biodiversità. Quest’area naturalistica protetta ha ricevuto dall’Unesco ben due diversi riconoscimenti: prima nel 1999 come “Ferrara, Città del Rinascimento e il suo Delta”, e poi nel 2015  come Riserva di Biosfera UNESCO nell’ambito del Programma MAB, focalizzato sulla promozione dell’interazione tra l’uomo e il proprio ambiente. Il parco si estende per 138 mila ettari, il 30% dei quali in Emilia-Romagna tra le province di Ferrara e Ravenna. 

È un paradiso unico per la fauna e la flora, ma soprattutto per chi ama un turismo lento, forse ancora di nicchia, che privilegia il contatto con la natura. Solo nella provincia di Ferrara e Ravenna si osservano quasi 300 specie di uccelli, 50 di pesci, 10 di anfibi, 15 di rettili, 40 di mammiferi e più di 1000 specie vegetali. Numeri che la dicono lunga sulla ricchezza naturalistica di quest’area; è infatti una delle mecche del birdwatching in Italia, con un’ampia presenza di trampolieri.

Fenicotteri a Ravenna e dintorni
Fenicotteri a Ravenna e dintorni / © Ottavio Giannella

Ravenna e dintorni: luoghi naturali da non perdere

La Piallassa della Baiona

Sospesa tra il fiume Lamone, il porto del canale Candiano e il mare, questa laguna salmastra è uno dei luoghi più quotati della zona per godersi il tramonto sull’acqua. Tra alti giuncheti e tamerici, spiccano il volo fenicotteri, cavalieri d’Italia, avocette e garzette. Il nome “piallassa” è una contrazione dialettale che sta per “piglia e lascia”. Il bacino prende l’acqua marina per due volte al giorno durante l’alta marea, e altrettante la cede nuovamente quando c’è la bassa. Una peculiarità molto importante che la rende l’unica laguna della costa romagnola a funzionare in base alla maree.

Molto interessante è la presenza dei tradizionali capanni da pesca, i padelloni, che alzano e abbassano le reti a bilancia per pescare: un genuino ritratto della cultura ravennate che racconta la storia e le tradizioni del territorio. Il più famoso è quello dove si rifugiò Giuseppe Garibaldi in fuga verso Venezia, oggi aperto al pubblico come importante testimonianza storica del risorgimento italiano. Ravenna e dintorni raccolgono pezzi della nostra storia.


Informazioni e prenotazioni per escursioni in barca in Piallassa con partenza da Marina Romea.

Capanni da pesca a Ravenna
Capanno da pesca a Ravenna nella zona della Piallassa / © Ottavio Giannella

Le Pinete di San Vitale e Classe

Una riserva naturale di 700 e passa ettari affacciata sul mare Adriatico: un tempo un’unica grandissima pineta, oggi più aree boschive di pini non contigue tra loro. Due sono le pinete storiche rimaste: San Vitale e Classe, rispettivamente a nord e sud della città. 

Pare che proprio in quest’ultima, Dante trovò ispirazione per quella “divina foresta spessa e viva” citata nel canto XXVIII del Purgatorio. È possibile ripercorrere le orme del poeta attraverso un percorso ad anello di 4 chilometri che, partendo dal Parco 1° Maggio, porta a scoprire questo polmone verde costellato di pini domestici, riconoscibili per la forma a ombrello da quelli marittimi. Il sentiero intitolato “Le Querce di Dante” è aperto nel periodo estivo dalle 7 alle 19, e in inverno e primavera dall’alba al tramonto. 

Purtroppo, nel tempo, le pinete hanno subito una drastica riduzione, così come la fauna presente. Di conseguenza, non vi sono più grandi ungulati come cervi, ma solo una sparuta colonia di daini. E poi volpi rosse, istrici e moltissimi uccelli di specie diverse, ad esempio il picchio rosso e verde, l’airone cenerino e altri rapaci notturni. 

Inoltre, alla presenza delle pinete, si lega un prodotto del territorio che in passato ha rivestito una grande importanza economica: stiamo parlando del pinolo, a cui oggi è persino dedicata una sagra paesana. Quello ravennate pare sia uno dei migliori d’Italia per qualità e tradizione. 

All’interno della pineta di Classe, a ovest della foce del Bevano, troviamo l’Ortazzo e l’Ortazzino, paludi d’acqua dolce con un altissimo grado di naturalità. 

Gli eventi organizzati dal Centro Visite Cubo Magico Bevanella nella pineta di Classe.

Ortazzino a Ravenna
L’area naturalistica dell’Ortazzino / © Ottavio Giannella

La Foce del Bevano

Non solo la foce a delta del Po, ma pure quella del torrente Bevano, che dal Monte Maggio vicino Bertinoro arriva fino al mare. Grazie a progetti di tutela e salvaguardia, nonché vincoli paesaggistici, questo è l’ultimo estuario meandriforme ancora naturale dell’alto adriatico: nessun intervento di modifica, e quindi un ritratto genuino di com’era la costa un tempo. 

Sono 40 ettari di natura selvaggia tra lagune, ampie dune, paludi, pinete costiere e una ricchissima avifauna di uccelli svernanti e migratori; probabilmente il luogo migliore in termini di biodiversità per le sue peculiarità e la minima presenza antropica.

Il Centro Visite Cubo Magico di Bevanella, nei locali di un’ex casa di guardia della vicinissima idrovora, organizza escursioni guidate di vario tipo. Imperdibile la gita con il barchino elettrico per avere una prospettiva insolita e a 360 gradi del territorio in questione. 

Capanno Garibaldi - Ravenna
Capanno Garibaldi a Ravenna / © Ottavio Giannella

La penisola di Boscoforte

Natura incontaminata, o quasi: la penisola di Boscoforte tra Ravenna e Ferrara. Questo relitto dunoso d’epoca etrusca corre per 6 chilometri fino a tuffarsi nelle calde acque salmastre della valli di Comacchio. Chiuso al pubblico per svariato tempo, è un ecosistema davvero prezioso che accoglie uccelli stanziali e migratori, alcuni molto rari. Terra di nessuno, per fortuna: solo il vento che smuove tamerici e salicornie e un gruppo di cavalli allo stato brado, di razza Delta e derivazione Camargue, che qui hanno trovato casa. 

Dopo anni di chiusura, che hanno permesso di preservare questo luogo, la penisola ha timidamente riaperto al pubblico. L’accesso è possibile solo con visite guidate organizzate dall’azienda Atlantide in partenza dal museo NatuRa a Sant’Alberto (Ra). Siamo sempre nel parco del Delta del Po, in una zona umida d’importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar.

Penisola di Boscoforte - Ravenna
Penisola di Boscoforte / © Ottavio Giannella

Le saline di Cervia

Le saline di Cervia toccano il punto più a sud del Parco del Delta del Po. Un luogo dove la natura s’intreccia con la tradizione: la raccolta del sale, ancora oggi effettuata artigianalmente con arnesi antichi, e in alcuni casi anche a mano. 

Il paesaggio è unico e suggestivo, soprattutto al calar del sole quando i profili degli uccelli in volo si stagliano contro il cielo rosso arancio. I bassi fondali delle saline sono ricchi di minuscoli invertebrati che fanno gola a moltissimi limicoli e fenicotteri rosa che qui trovano un vero e proprio eldorado. Per questo motivo è riconosciuta Zona Umida di importanza internazionale. 

Il parco delle saline ospita uno stabilimento industriale e l’Antica Salina Camillone, che segue le tecniche di raccolta e lavorazione di un tempo. A questi si aggiunge il centro visite, da cui partono tutte le escursioni guidate a piedi, in bici e in barca elettrica – da maggio ai primi di novembre. 

Scopri di più sulle visite alle Saline di Cervia.

Saline di Cervia - Ravenna
Saline di Cervia al tramonto / © Ottavio Giannella

Ravenna e dintorni con gli occhi di un fotografo

Il fotografo ravennate Ottavio Giannella, con cui collaboro spesso per i miei reportage, è appassionato di avifauna e fotografia naturalistica. Devo ringraziarlo per avermi aperto una finestra su questo volto meno conosciuto della città. Per questo, gli ho chiesto di raccontarci questi paesaggi e territori dal suo personale punto di vista.

Sono nato e cresciuto a Ravenna e, amando la natura e la fotografia, conosco bene le nostre aree naturali. Tra i tanti paesaggi che ho visto viaggiando per il mondo, le ho istintivamente paragonate alle Everglades della Florida, riserva naturale protetta dove si è sviluppato un turismo naturalistico significativo. Spero che un giorno le zone umide del ravennate possano avere lo stesso valore per il nostro territorio“.

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