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La nave Amerigo Vespucci: 10 curiosità sulla nave più bella del mondo

29/06/2018

La nave Amerigo Vespucci, che deve il suo nome all’omonimo navigatore, è la più antica della Marina Militare Italiana e la più bella al mondo.

Questa nave, elegante e meravigliosa nelle sue forme, gode di un trattamento speciale nelle acque di tutto il globo. Secondo le leggi del mare, pare che i transatlantici abbiano la precedenza rispetto a tutte le altre imbarcazioni. Regola che però non vale per la Vespucci che fa fermare tutti, godendo di un diritto di precedenza riservato a nessun altro.

In realtà si dovrebbe usare il maschile, il Vespucci, trattandosi infatti di un veliero. Ma la fama e l’attaccamento a questa nave, che ci rappresenta in tutto il mondo, è tanto da farcela chiamare “La Vespucci”, come fosse un mamma.

Nella mia città, Livorno, la Vespucci è sempre molto attesa, anche se si dice che porti il cattivo tempo. Proprio come il varo di una nuova nave, l’arrivo di questo veliero ha sempre destato il mio interesse sin da quando ero una bambina. In città la voce si sparge subito, «è arrivata la Vespucci».

Ma cosa rende questa nave così speciale? Ecco 10 curiosità sulla nave Amerigo Vespucci.

Nave Amerigo Vespucci

1. La più bella nave del mondo

È il 1962 e la portaerei americana USS Independence solca il Mediterraneo. Ad un tratto sul radar appare una sagoma e subito la domanda di rito «Chi siete?». La risposta arriva immediatamente «Nave scuola Amerigo Vespucci, Marina Militare Italiana». La portaerei spegne i motori, interrompe la navigazione e suona tre volte la sirena per salutare al grido di «Siete la più bella nave del mondo».

Ma la nave Amerigo Vespucci non è solo la più bella del mondo, è anche la più antica della Marina Militare Italiana con i suoi 86 anni di attività dal primo varo del 1931.

Nave Amerigo Vespucci

2. Come nasce la nave Amerigo Vespucci

L’Amerigo Vespucci è un veliero, progettato nella seconda meta degli anni ’20, che funge da nave scuola per gli allievi della Marina Militare che devono imparare l’arte del navigare. All’epoca della sua creazione, nel 1925, si sentì l’esigenza di mandare in pensione la nave scuola in dotazione all’Accademia Navale. Il progetto fu affidato all’ingegnere e tenente colonnello Francesco Rotundi che diresse i lavori dai cantieri navali di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli.

3. Due navi per due destini diversi

In realtà, all’epoca, il progetto aveva previsto la costruzione di due navi scuola: la nave Amerigo Vespucci e la Cristoforo Colombo, praticamente identiche in ogni dettaglio. Il destino delle due navi gemelle fu però diverso. La Colombo infatti, divenuta operativa nel 1928, fu ceduta all’URSS dopo la Seconda Guerra Mondiale, con il nuovo nome di Dunay, per essere utilizzata come nave scuola nel Mar Nero fino al tragico incendio del 1963, a seguito del quale fu definitivamente radiata.

La Vespucci invece è ad oggi funzionante e operativa, navigando in lungo e largo in tutto il mondo con il suo carico di allievi e continuando a stupirci con la sua eleganza e maestosità.

4. I numeri della Vespucci

Quali sono i numeri della nave Amerigo Vespucci? Parliamo di una nave a vela con motore e tre alberi verticali, lunga 101 metri e pesante 4.146 tonnellate a pieno carico, con una velocità massima di 10 nodi (circa 19 km/h) a motore e 16 a vela. Le sue 24 vele quadre in tela olona, una fibra naturale, hanno un’estensione di 2.635 metri quadri, e il totale delle cime, le corde utilizzate a bordo, è pari a 36 chilometri di lunghezza.

5. «Non chi comincia ma quel che persevera», il motto della nave scuola

Nel panorama navale italiano ogni nave porta con sé un nome e un motto. Si tratta di una breve frase che ha lo scopo di dare valore alla nave e stimolare positivamente l’equipaggio stesso. Dagli anni ’30 del Novecento diventa una consuetudine. Non fa eccezione la nave Amerigo Vespucci. Il motto della nave scuola è «Non chi comincia ma quel che persevera», ufficializzato nel 1978. La frase, attribuita al grande artista Leonardo Da Vinci, sembra calzare a pennello una nave che continua a essere la più bella del mondo nonostante ne sia passata parecchia di acqua sotto i ponti. Il motto ovviamente sembra essere un chiaro riferimento alla severa formazione a cui sono destinati i futuri ufficiali della Marina Militare. Non è tanto il cominciare quel percorso, quanto piuttosto portarlo fino in fondo.

Nave Amerigo Vespucci

6. Un carico di ufficiali e cadetti

Ma non c’è nave senza equipaggio. Il cuore pulsante della Vespucci sono infatti i 16 ufficiali, 70 sottufficiali e 200 marinai che la abitano. Un numero che aumenta fino ad arrivare a 400 persone durante il periodo estivo, quando a bordo salgono anche gli Allievi del primo anno dell’Accademia Navale di Livorno, i cadetti, per scoprire i segreti e le tecniche marinaresche. Quest’ultimi sono chiamati “pivoli” e si occupano degli alberi di maestra o di mezzana. I marinai, invece, svolgono l’attività di controllo e gestione dell’albero di trinchetto e degli altri due sopracitati.

La vita sulla Vespucci segue la routine della navigazione e quella del porto. Quando è ormeggiata infatti l’equipaggio si mette a disposizione per condividere la sua storia con i visitatori. Durante il periodo in mare, invece, si seguono ritmi severi con attività che richiamano le tradizioni della marineria velica di un tempo.

Nave Amerigo Vespucci

7. Una manovra, un fischio

La nave Amerigo Vespucci rappresenta anche la tradizione. Così, ancora oggi, tutti gli ordini del Comandante vengono impartiti dal Nostromo mediante un fischietto in ottone detto appunto “fischietto del Nostromo”. Si tratta di una sorta di linguaggio in codice in cui ogni fischio, nota o pausa corrisponde a uno specifico comando, proprio come accadeva in passato. I nostromi, o nocchieri, sono addetti alle manovre in coperta, cioè sul ponte esterno. Dal varo del 1931, sulla Vespucci si sono succeduti 18 nostromi, i cui nomi sono scritti su una targa a bordo della nave.

Nave Amerigo Vespucci

8. Un ammiraglio da ricordare, Agostino Straulino

I comandanti restano sulla Vespucci per un anno, ma alcuni rimangono nella storia. Tra questi l’Ammiraglio Agostino Straulino, conosciuto tra gli addetti ai lavori come quello che “annusava” il vento più che osservarlo dagli strumenti tecnici di bordo. Divenne noto per l’aver partecipato a numerose regate nonostante avesse ormai più di ottanta anni. Ma lo si ricorda anche per le sue grandi avventure al comando della nave scuola, ad esempio quando nel 1965 navigò a vele spiegate lungo il Tamigi e, una volta raggiunto il porto di Portsmouth, rifiutò i rimorchiatori e ormeggiò fra un incrociatore e una portaerei come se stesse parcheggiando una Smart in centro città.

9. Un veliero come ambasciatore dell’arte nel mondo

La nave Amerigo Vespucci rappresenta l’Italia in tutto il mondo, un fiore all’occhiello per il nostro paese. Il veliero viene definito ambasciatore sul mare dell’arte, della cultura e dell’ingegneria italiana. Chi meglio di questo veliero rappresenta infatti il nostro Made in Italy? Dal 2007 è anche ambasciatrice dell’UNICEF.

Come disse il Capitano Angelo Patruno, Comandante della nave scuola nel 2017, «C’è un grandissimo rispetto in ognuno di noi, c’è la sensazione di orgoglio, di consapevolezza della storia che questa nave rappresenta per l’Italia».

Nave Amerigo Vespucci

10. L’eleganza dentro e fuori

Sono spesso i dettagli a fare la differenza ed è questo il caso della Vespucci. Dallo scafo bianco e nero, con gli oblò che ricordano le batterie dei cannoni dei vascelli dell’Ottocento, fino ai fregi di prora e gli arabeschi di poppa in oro zecchino, e la polena a prua raffigurante l’omonimo esploratore. Tutto rientra nel disegno di un veliero che profuma di mare e avventure. Per non parlare poi delle vele in tela olona, le cime in materiale vegetale e i legni super lucenti che la caratterizzano.

Gli interni non sono da meno. Si tratta di elegantissimi arredi in legno che risalgono agli anni ’30, come la Sala Consiglio in noce e mogano utilizzata come salotto di rappresentanza per incontri molto importanti.

Altrettanto importante è un lungo corridoio che mostra i Crest, emblemi a forma di scudo scambiati con le autorità dei porti in cui la Vespucci è stata ospitata e ormeggiata. Il lungo viaggio della nave scuola è forse racchiuso in questi pochi metri.

Nave Amerigo Vespucci

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Quando visitare la nave Vespucci

  • Durante le Campagne d’Istruzione della Marina Militare Italiana, quando gli allievi ufficiali dell’Accademia si imbarcano per 3 mesi dopo il primo anno di frequenza
  • Durante le crociere e le conseguenti soste nei porti nazionali e internazionali
  • Nei mesi invernali quando rimane ormeggiata a La Spezia
  • Durante le festività di San Giuseppe e Santa Barbara

Sul sito della Marina Militare si può restare aggiornati sui movimenti della nave scuola e sulla possibilità di vederla dal vivo e visitarla quando ormeggiata nei porti.

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