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Dieci curiosità sulla Lapponia da sapere prima di partire

03/05/2018

La Lapponia non è solo la casa di Babbo Natale. C’è molto di più da sapere e scoprire di questa terra posta oltre il Circolo Polare Artico, un universo dominato da renne, slitte trainate da cani, alberi e cottage in legno. 

Ecco qui raccolte dieci curiosità, dalla cultura all’ambiente, per avvicinarsi a conoscere un luogo magico nel cuore dell’Europa, particolarmente consigliato per chi volesse vivere un’autentica avventura invernale come noi, con o senza Santa Claus.

Lapponia

Dieci curiosità sulla Lapponia da sapere prima di partire

1. Pochi abitanti ma tanta natura

La Lapponia corrisponde esattamente a un terzo dell’intera superficie occupata dalla Finlandia. Si tratta di una regione che include il Nord della Svezia, Finlandia, Norvegia e perfino la Russia, nello specifico la zona della penisola di Kola. Parliamo quindi di un territorio vasto con paesaggi che mutano da una zona all’altra. Le destinazioni in Lapponia sono di grande interesse culturale e naturalistico.

La Lapponia è  la regione più scarsamente popolata dell’Unione Europea. Per quanto riguarda quella finlandese, vi abita solo il 3,6 % del totale della popolazione, circa 184.000 persone, e si stima che sulla superficie della provincia finlandese la densità sia di 2 abitanti per chilometro quadrato. 

In Finlandia vige il cosiddetto jokamiehenoikeus, in italiano “diritto di pubblico accesso”, un vero e proprio istituto giuridico secondo il quale tutti hanno il diritto di poter godere della natura in modo gratuito, a eccezione di  giardini privati o terreni coltivati. Si può quindi camminare liberamente, raccogliere frutti di bosco, erbe e altro ancora o pescare in ogni dove con canna da pesca senza mulinello. Cosa non si può fare? Danneggiare la proprietà privata, disturbare gli animali, cacciarli senza permesso, tagliare alberi o accendere fuochi al di fuori delle zone in cui è consentito.

Se penso alla Lapponia, penso agli alberi. Ce ne sono moltissimi e le specie più comuni sono il pino, l’abete e la betulla bianca. Il pino più vecchio in assoluto ha circa 530 anni e si trova nella zona di Inari. È curioso sapere che qui gli alberi non sono altissimi, ma molto longevi, a causa del fatto che la neve si scioglie a Maggio per tornare già a Ottobre. Non c’è dunque molto tempo per crescere. In inverno poi gli alberi, coperti di neve, assumono forme molto particolari.

Lapponia2. La gara di cani da slitta più a Nord del mondo 

I cani da slitta di oggi discendono direttamente dai primi cani che popolarono l’Artico e si adattarono a vivere in condizioni così estreme. Inizialmente i cani furono utilizzati come mezzo di trasporto dai nativi Inuit del Nord del Canada. Si trattava di un singolo cane che trainava una piccola slitta contenente oggetti utili alla sopravvivenza. Questa modalità di trasporto fu rapidamente esportata anche nel continente europeo, soprattutto nell’ambito delle esplorazioni geografiche.

I cani di razza husky hanno due strati di pelo: il più esterno per proteggerli dal vento e dal freddo, mentre quello più interno dalla pioggia. Così riescono a rimanere asciutti anche se dovesse nevicare. Anche la loro lunga coda cespugliosa è importantissima dato che il calore dell’alito, rimanendo intrappolato nel pelo, permette di scaldarli ulteriormente mentre dormono.

La più grande e lunga competizione sportiva di cani da slitta in Europa è la Finnmarkslopet. La prima edizione fu nel 1981 e vi parteciparono solo 3 allevatori. Oggi conta 160 squadre e più di 1500 cani impegnati per 5/6 giorni in una corsa lunga 1200 chilometri. La gara con i cani da slitta si tiene ogni Marzo partendo da Alta in Norvegia per attraversare la regione del Finnmark e tornare indietro. Questa è la gara di cani da slitta più lunga in europa e la più a Nord del mondo.

* Per un tour con gli husky nella Lapponia finlandese ti consigliamo il tour operator Safartica *

Husky in Lapponia3. Freddo, freddissimo…

In inverno il paesaggio è all’apice della sua magia. Credo fermamente che la Lapponia in questa stagione dia il meglio di sé. Le temperature oscillano moltissimo a seconda della zona, più o meno in una forbice che va dai -10° ai -30°. Durante il mio viaggio, ho sperimentato la temperatura minima di -33,5° lungo la strada che da Inari va a Karigasniemi, nell’estremo Nord della Lapponia finlandese. Per quanto riguarda quest’area, il record di temperatura più bassa è stato registrato nel Gennaio 1999 a Kittila, quando il termometro scese fino a -51,5 gradi Celsius. Per evitare problemi a causa di queste temperature, i locali lasciano l’auto parcheggiata accesa, se pensano di tornare dopo poco tempo.

In estate le temperature sono piacevoli e permettono di passare molto tempo all’aperto dedicandosi alle attività più disparate. Per i freddofili si tratta di un’estate da sogno con la massima che si aggira intorno ai 25°. Agosto poi vede scendere ancora di più il termometro. Che ne pensate di un Ferragosto in riva al lago mangiando mirtilli?!

Purtroppo il cambiamento climatico sta colpendo anche qui. Il tempo atmosferico in Lapponia è sempre più imprevedibile e la pioggia spesso sostituisce la neve nei mesi più freddi, creando così strati di ghiaccio che impediscono alle renne di scavare per trovare il nutrimento.

Lapponia4. Il paese delle renne

Le renne sono forse l’animale simbolo della Lapponia. Si possono avvistare libere un po’ dappertutto, fuori dai centri abitati e spesso ai bordi della strada, nascoste tra gli alberi. Pare che tutte le renne appartengano a un allevatore, e dunque che non vi siano renne davvero libere e selvagge, pur non essendo marchiate. In generale hanno un potentissimo olfatto che le aiuta a scovare i licheni nascosti sotto la coltre di neve. Il colore dei loro occhi muta a seconda delle stagioni, per adattarsi alla diversa quantità di luce presente e poter vedere senza problemi: in estate sono verdi dorati, mentre in inverno diventano blu.

Per i Sami esse sono di vitale importanza, sia culturalmente che come sostentamento, e lo si nota dal fatto che nella loro lingua ci sono più di 400 parole relative a questo animale e alle attività a esso collegate. Pensa che nel sistema metrico finlandese esiste un’unità di misura piuttosto bizzarra chiamata Poronkusema. La singola unità corrisponde all’incirca a 7,5 chilometri e indica la distanza che una renna può percorrere prima di doversi fermare per urinare. Questa unità di misura viene dalla tradizione Sami, allevatori di renne da tempo immemore.

Inoltre Rovaniemi, la capitale della Lapponia finlandese, ha la forma di una renna. Hai capito bene. Dopo essere stata in larga parte distrutta durate la Seconda Guerra Mondiale, la città è stata ricostruita da uno dei più importanti architetti finlandesi, Alvar Aalto, che ha scelto di racchiudere il centro della piccola città all’interno di una forma che ricorda la testa di una renna, con le strade che portano a nord, ovest e sud che raffigurano le corna.

Lapponia 5. Dal Sole di Mezzanotte all’aurora boreale

Trovandoci al di sopra del Circolo Polare Artico, in Lapponia è possibile assistere a due fenomeni naturali quali il Sole di Mezzanotte e l’aurora boreale.

Da Maggio a Luglio il sole non scende mai sotto l’orizzonte così da avere luce perenne per le 24 ore. In pratica l’asse terrestre è inclinato in modo tale da esporre completamente le regioni polari al sole. Ecco perché si dice Sole di Mezzanotte, perché anche durante la notte ci sarà comunque tantissima luce. Nel Nord della Lapponia accade per circa 70 giorni.

In inverno, al contrario, c’è un periodo specifico in cui il sole non sorge mai o quasi. Si parla di notte polare, in finlandese Kaamos, fenomeno che si manifesta in modo differente a seconda della latitudine. Vicino ai poli, ad esempio alle Isole Svalbard o in alcune zone della Lapponia (vedi Tromso o Karigasniemi), esso si esprime completamente regalando praticamente 24 ore di buio completo. A latitudini più basse, nonostante le ore di buio siano comunque tante, si assiste a un fenomeno che in inglese viene definito “twilight” che vede il sole salire sopra l’orizzonte al massimo per un paio d’ore. Quando torna a tramontare si creano nel cielo delle sfumature meravigliose dal blu al violetto, la cosiddetta “ora blu” appunto.

L’aurora boreale in Lapponia è la protagonista durante la stagione invernale. Pare che nella parte svedese vi sia uno dei luoghi migliori al mondo per osservarla. Stiamo parlando del Parco Nazionale di Abisko, che offre un clima secco e dunque condizioni meteo ottimali per poter vedere l’aurora. Ma tutta la Lapponia offre location strepitose. Tra le mie preferite, ad esempio, la zona finlandese di Saariselka e Inari con tanti laghetti e boschi (leggi i nostri articoli sull’aurora boreale e su come fotografarla).

Lapponia

6. Le 8 stagioni della Lapponia

Perché solo 4 stagioni quando puoi averne ben 8 in un anno? Hai letto bene. La Lapponia infatti ha 8 stagioni diverse in 365 giorni. Vediamole insieme!

Il vero autunno (tjaktka), nei mesi di Settembre e Ottobre, è un periodo coloratissimo grazie al foliage degli alberi che dipingono di rosso e giallo il paesaggio (in finlandese usano la parola ruska per questo fenomeno). Comincia la stagione di caccia e si avvistano le prime aurore boreali.

Novembre e Dicembre (tjaktjadálvve) sono un momento di transizione dall’autunno all’inverno, con la neve che comincia a cadere e le giornate che si accorciano.

L’inverno magico (dálvve), da Dicembre a Marzo, è forse il periodo più interessante per vistare la Lapponia, ma non l’unico. Tutto è coperto dalla neve e ci si sbizzarrisce nelle moltissime attività all’aperto come sci, ciaspole, slitta con cani e renne, motoslitte, ice fishing e ice floating.

Lapponia A Marzo e Aprile (gidádálvve) arrivano i primi accenni di primavera, ma ancora sotto una veste invernale. La neve è ancora abbondante, le ore di luce aumentano e le temperature si alzano almeno un po’.

La primavera dura e pura aspetta Aprile e Maggio (gidá) per manifestarsi completamente. Il ghiaccio di fiumi e laghi si scioglie e i primi fiori cominciano ad apparire nuovamente. Questo è anche il periodo in cui nascono i cuccioli di renna.

Maggio e Giugno (gidágiessesono due mesi di passaggio dalla primavera all’estate con gli alberi che tornano a essere rigogliosi, così come il muschio che ricopre il terreno nei boschi.

La tanto attesa estate arriva solo a Giugno e Luglio (giesse) con temperature molto miti ma comunque fresche, e il sole di mezzanotte che porta luce per 24 ore. Per i locali è un tripudio di attività divertenti e rilassanti sui laghi e nei cottage di proprietà. Una breve e fresca estate da godere il più possibile.

Tra Agosto e Settembre (tjaktjagiessel’estate lentamente cede il passo nuovamente all’autunno. I primi colori e profumi autunnali si manifestano nel paesaggio, ad esempio appaiono i primi lamponi.

Lapponia7. Il popolo dei Sami

La Lapponia è la terra dei Sami, popolazione che abita qui da almeno 5.000 anni, oggi totalmente integrata nella società. Rappresenta la cultura più antica del Nord Europa, perfino antecedente a quella vichinga. In origine, quindi, in Lapponia c’erano i Sami. Questa popolazione non ha mai avuto un proprio stato indipendente ed è sparsa tra Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia. Si contano circa 80.000 appartenenti a questa comunità, che ha comunque un parlamento in un ognuna delle quattro nazioni europee.

Non tutti i Sami possiedono renne o sono collegati all’allevamento di questi animali. Soprattutto in tempi recenti, molti giovani Sami hanno scelto di vivere in città, mentre altri sono legati ad altre attività quali la pesca o il turismo. Le statistiche dicono che su 100.000 Sami solo il 10% è ancora legato alle renne.

Lapponia SamiL’allevamento delle renne in Lapponia, a eccezione della parte finlandese, è consentito solo ai Sami iscritti all’associazione degli allevatori, attraverso una licenza speciale chiamata reinmerke che certifica il “dna” Sami e la presenza di antenati dediti a questo tipo di attività. Questo serve a preservare la cultura e la tradizione tramandata di generazione in generazione. Mai chiedere a un allevatore quante renne possiede poiché è considerato veramente scortese, esattamente come chiedere quanti soldi si ha nel proprio conto bancario.

L’abbigliamento Sami è un tassello essenziale per conoscere meglio questa cultura. Esso infatti, cambiando nei dettagli e nei pattern, indica l’appartenenza a una specifica comunità piuttosto che a un’altra. Il capo più utilizzato, sia per le cerimonie che per il lavoro, è chiamato Gatki e si compone di vari elementi molto colorati adornati poi di monili e gioielli. La versione maschile è più lunga di quella femminile, e in generale il Gatki è più lungo nel Sud della Lapponia rispetto al Nord. 

La bandiera dei Sami nasce nel 1986 ed è composta dal blu, rosso, giallo e verde. Il cerchio rappresenta il sole e la parte in rosso si riferisce alla luna.

Sami in Lapponia8. La lingua Sami

Nonostante la cultura Sami abbia una certa età, la lingua sami è molto più recente. Le prime forme scritte infatti risalgono ai primi del ‘900, dato che fino ad allora si aveva un uso perlopiù orale. Esistono 9 dialetti nella lingua Sami sopravvissuti fino ai giorni d’oggi, tutti comunque molto simili tra loro. I tre più comuni sono parlati nella parte finlandese e sono il Sami del Nord, lo Skolt e Inari.

Esiste una sola parola Sami entrata nella lingua inglese come prestito. Si tratta del termine “duottar”, che significa “montagna spoglia”, arrivato poi nella lingua finlandese sottoforma di “tunturi” e in russo e in inglese come “tundra”.

Esiste perfino il Piccolo Principe in lingua sami, addirittura nelle 3 versioni dialettali, che potete acquistare presso il Museo Siida di Inari. 

La prima edizione sami realizzata è quella nel dialetto del Nord, pubblicata nel 1981, mentre le versioni in dialetto Skolt e Inari sono state stampate solo nel 2000 per circa 500 parlanti ciascuno. Pare che queste siano le lingue più “piccole” tra tutte quelle in cui è stato tradotto il Piccolo Principe.

Piccolo principe in lingua sami9. Dormire in luoghi particolarissimi: dagli hotel di ghiaccio agli igloo di vetro

Gli hotel di ghiaccio nascono proprio qui nel 1989, quando lo svedese Yngve Bergqvist scelse un igloo sulle rive del fiume Torne per mettere in mostra l’artigianato tradizionale sami. Fu in quel momento che questa simpatica idea divenne affare, complici alcuni turisti che chiesero di potervi dormire all’interno per sperimentare il Grande Nord. Così, nella Lapponia svedese nel piccolo villaggio di Jukkasjarvi, nacque il primo Ice Hotel della storia, oggi il più famoso e visitato in assoluto tra tutte le strutture di ghiaccio della Lapponia.

Un altro meraviglioso complesso di questo tipo si trova a Levi, nella Lapponia finlandese. Ogni anno sulle rive del fiume costruiscono infatti la Levi Ice Gallery, diecimila metri quadrati di neve e strutture di ghiaccio con snow hotel, cappella per le cerimonie, ice bar e galleria. Ho trovato questo Ice Hotel molto accogliente, nonostante abbia dormito nel ghiaccio, e interessante perché propone una cucina a chilometro zero che segue la tradizione lappone. Turistico sì ma attento a raccontare la Lapponia più autentica grazie a serate in cui si entra in contatto con l’antica cultura lappone fatta di riti sciamanici e storie raccontate davanti al fuoco.

Lapponia Se dormire sul ghiaccio non fa al tuo caso, puoi sempre optare per gli igloo di vetro. In Lapponia ci sono moltissimi villaggi con edifici di questo tipo per accontentare i turisti che vogliono addormentarsi guardando l’aurora boreale. L’esperienza è particolare e consigliatissima. Gli igloo sono riscaldati e dotati di speciali vetri termici anti-appannamento che fanno sciogliere la neve che si deposita sopra in breve tempo. Noi abbiamo dormito per ben due volte negli igloo di vetro, la prima volta al Northern Lights Village di Saariselka (nella foto qui sotto) e la seconda presso l’Apukka Resort di Rovaniemi. 

LapponiaLapponia igloo di vetro10. No cottage, no party

Continuando a parlare di luoghi in cui dormire, non posso non menzionare i meravigliosi cottage di tradizione nordica che accomunano un po’ tutti i paesi del Nord Europa, ma soprattuto Svezia e Finlandia. In quest’ultima i cottage sono un must have e se ne contano circa mezzo milione in tutto il paese. Dati statistici rivelano che almeno 2,4 milioni di finlandesi possiedono un cottage; tra questi, la maggioranza sono pensionati over 60 che si godono la pensione, e vi passano almeno 79 giorni all’anno.

In Lapponia ci sono moltissimi cottage, utilizzati sia in estate che in inverno, spesso affittati ai turisti per alcuni periodi dell’anno. Alcuni sono minimali e spartani, come tradizione impone, mentre altri sono vere e proprie abitazioni con ogni genere di comfort. Durante il nostro viaggio on the road in Lapponia abbiamo avuto modo di soggiornare in un meraviglioso cottage nella Lapponia finlandese, immerso tra i boschi del piccolo villaggio di Äkäslompolo. Si chiama Villa Eriklinna ed è una residenza tutta in legno che può ospitare fino a dodici persone, ideale quindi per gruppi o famiglie, e dotata perfino di idromassaggio e una piccola spa. Inutile dire che la sauna non manca mai in questi cottage.

Cottage in LapponiaLapponia

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