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Dieci curiosità sulla Groenlandia da sapere prima di partire

19/04/2017

Un viaggio in Groenlandia non poteva che farmi tornare a casa con più dubbi di quelli che avevo in partenza. Avevo letto molti libri e visto tantissimi documentari su questa enorme lingua di terra coperta dai ghiacci. Prima mi sono innamorata della sua gente e poi dei suoi paesaggi capaci di toccarti il cuore nel profondo. Esplorare la Groenlandia è come quando da bambini si sfogliavano le pagine del Sussidiario con sorpresa e stupore. Una lezione di scienze, storia, geografia e civiltà racchiusa in un lembo di pianeta terra di cui molti hanno una visione distorta e altri neppure sanno dove si trova con esattezza. 

Non c’è modo migliore per cominciare a parlare di Groenlandia, se non con le dieci curiosità da sapere prima di visitarla. Ormai una piccola rubrica a cui tengo molto (puoi leggere anche dieci curiosità prima di visitare l’Islanda o le Isole Svalbard).

Groenlandia

Dieci curiosità da sapere prima di visitare la Groenlandia

1. L’isola più grande del mondo, tra ghiacci e iceberg

La Groenlandia, con i suoi due milioni e centosessantasei mila chilometri quadrati di superficie, è l’isola più grande del mondo; a discapito della più estesa Australia, considerata però un continente vero e proprio.

2.600 km di lunghezza da Nord a Sud e 1.000 km da est a ovest: semplicemente immensa e da visitare in più volte.

Tutto il paese è ricoperto dalla calotta glaciale; basta vedere quanto il colore bianco si estenda sulla cartina. Ma nella zona più a Nord, dove l’aria è troppo secca per riuscire a produrre neve, non vi sono ghiacci. Ghiacciai e calotta coprono l’isola per l’80%, mentre il restante territorio corrisponde più o meno alla superficie della Svezia e si concentra lungo la costa dove sorgono piccole cittadine e villaggi.

Nonostante la Groenlandia sia politicamente legata alla Danimarca, pur avendo ottenuto un’ampia autonomia nel 1979, geograficamente il territorio appartiene al Nord America. Non fa parte dell’Unione Europea, e infatti per molti aspetti non è considerata “Europa” (anche per il traffico telefonico/internet). Mi fa impazzire il fatto che la distanza con il Canada, a nord tra l’isola di Franklin (Groenlandia) e l’isola di Ellesmere (Canada), sia di soli 25 km.

Groenlandia2. C’era una volta una terra verde…

Sulla Groenlandia e alcuni suoi aspetti culturali, abbiamo spesso una concezione errata. La prima ha a che vedere direttamente con il suo nome che, in lingua danese, significa “terra verde” (in inglese “Greenland”). Beh, di verde oggi non c’è quasi nulla. La Groenlandia è bianca dalla testa ai piedi. Dopo i miei dieci giorni passati lì, tornata a casa in Toscana, sono rimasta sconvolta nel vedere nuovamente il colore verde della campagna. Abituato a vedere solo bianco, il mio occhio percepiva come “insoliti” gli altri colori. 

Il nome “Groenlandia” fu dato dal condottiero e navigatore normanno Erik il Rosso che approdò sull’isola nel 982 dopo un esilio forzato dall’Islanda. Al suo ritorno, comunicò di aver trovato una terra rigogliosa e verdissima. Fino a pochi anni fa, si pensava che Erik il Rosso lo avesse fatto per convincere alcuni coloni a trasferirsi. Ma nel 2007, uno studio pubblicato sulla rivista Science e diretto dal professore Eske Willerslev dell’Università di Copenaghen, ha confermato la versione del vichingo. Grazie all’estrazione di DNA da organismi sepolti dentro al permafrost, si è scoperto che tra gli 800.000 e i 450.000 anni fa la Groenlandia era una terra verde ricca di ontani, abeti rossi, pini e tassi e popolata da coleotteri, mosche, ragni, farfalle e tarme.

Groenlandia

Fotografia di Alpros

3. Eschimesi? No, grazie, chiamateci Inuit

Eschimesi? No, grazie. Questo termine, usato per indicare gli abitanti dell’estremo Nord dell’Alaska, del Canada e della Groenlandia, non è la scelta migliore poiché percepito offensivo dalle suddette popolazioni indigene. “Eskimo” risulta infatti un appellativo coniato dagli europei, perlopiù francesi e danesi, con il significato di “mangiatore di carne cruda” o “costruttore di racchette da neve”. La popolazione artica di queste zone preferisce di gran lunga la parola “Inuit” (al plurale, mentre il singolare è “Inuk”), anche se in verità esiste un termine differente per ogni specifica area. In Groenlandia, ad esempio, ci si riferisce alla popolazione che vi risiede con il termine “Kallalit” che semplicemente significa “uomo”.

In Groenlandia vive una maggioranza di popolazione Inuit, l’80% del totale pari a circa 56.000 persone, che abitano perlopiù la zona costiera meridionale e occidentale. C’è un ottimo tasso di crescita e dunque la popolazione è molto giovane.

Oggi gli Inuit non vivono negli igloo ma in modernissime casette colorate in legno che riprendono lo stile sbarcato in Groenlandia con la colonizzazione nel 1702. Quindi, per tutti quelli che me lo hanno chiesto, non ho visto igloo. In antichità, le dimore erano fatte di torba e pietre. In Groenlandia gli igloo erano meno frequenti che nell’artico canadese e venivano usati dai cacciatori in inverno quando, lontani da casa, si trovavano ad affrontare condizioni meteo difficili nelle zone interne.

Groenlandia4. La lingua inuit e la bufala delle tante parole per descrivere la neve

Quasi tutta la popolazione parla la lingua autoctona che viene insegnata obbligatoriamente a scuola, mentre solo il 14% parla danese che è una materia a scelta. Questo mi ha stupito moltissimo. 

La lingua groenlandese ha solo tre vocali, non esistono accenti (nota positiva) e le parole si compongono da una singola radice a cui vengono aggiunti suffissi e affissi. Non stupitevi della lunghezza della parole che in certi casi corrispondono a intere frasi nella nostra lingua. Per fortuna due parole che potrebbero esserti utile durante il viaggio ricordano molto l’inglese: “ciao” si dice “aluu” e “arrivederci” invece “baaj”.

Il nome originale, in lingua Inuit, è “Kallalit Nunaat” che sta per “terra degli uomini”. 

Durante il mio viaggio in Groenlandia, parlando con una delle guide, ho avuto modo di confermare che la storia delle infinite parole per descrivere la neve in lingua groenlandese è una leggenda metropolitana almeno per metà. Ammetto che questa conferma mi ha un po’ rattristito.

Una recente teoria su questa “bufala” artica dice che in realtà nella lingua Inuit esistono due parole/radici per definire la neve, rispettivamente qanik” per indicare la neve nell’aria e “aput” per quella a terra. Da queste due radici, dato che la lingua è di tipo agglutinante, si formano tantissime altre parole sempre riferite a essa, ad esempio “qanipalaat” (soffici fiocchi di neve che cadono) o “apusiniq” (cumulo di neve). Se ci pensiamo bene, anche in italiano abbiamo parole diverse per neve, nevischio, fiocco di neve, valanga etc.

Groenlandia5. Nessuna strada, tante slitte

Difficile credere al fatto che su due milioni di chilometri quadrati, non vi siano strade o ferrovie. Ebbene in Groenlandia si possono percorrere solo 63 km di strada, concentrati nelle città più importanti come Nuuk, Ilulissat e Sisimiut. Le automobili sono a malapena 2.500 per tutto il territorio. Ovvio che gli spostamenti da un luogo all’altro siano talvolta complicati, perché legati alle condizioni atmosferiche, e costosi.

Come ci si sposta? In barca, in motoslitta, con la slitta trainata dai cani o in elicottero. Questi sono i mezzi di trasporto più utilizzati in assoluto.

La motoslitta è uno dei mezzi preferiti in inverno quando tutto è coperto dalla neve. Se il mare è ghiacciato e lo strato di ghiaccio è abbastanza spesso, si può passare sopra senza problemi. A Ilulissat ho visto che alcune abitazioni avevano anche 5/6 motoslitte a famiglia.

GroenlandiaGroenlandia I voli di linea e gli elicotteri che operano collegamenti tra i centri abitati non sono per niente economici, e i residenti non hanno alcuna convenzione con la compagnia di bandiera Air Greenland. Gli elicotteri sono usati sopratutto nella zona Nord (Thule) ed Est per collegare i villaggi. Anche il tragitto in barca costa un bel po’ e la compagnia Umiaq fornisce il servizio da Aprile a Dicembre tra Qaqortoq nel Sud e Ilulissat nel Nord.

Muoversi in Groenlandia è sempre legato alle condizioni meteo e del mare. Nulla è mai certo. Il tuo volo potrebbe essere in ritardo anche di un paio di giorni a causa della nebbia o della neve. Leggende narrano di turisti costretti a rimanere nella bianca terra per settimane intere a causa del maltempo.

Groenlandia6. Luoghi meravigliosi e luoghi remoti

La calotta polare della Groenlandia, estendendosi per 2.600 Km da Nord a Sud e per 1.000 Km da Est ad Ovest, è la seconda calotta nel mondo dopo quella antartica. Purtroppo i ghiacciai della Groenlandia si stanno ritirando molto rapidamente, tanto da toccare record estremamente negativi.

In Groenlandia l’unico luogo inserito nel Patrimonio Unesco è il cosiddetto “Icefjord” di Ilulissat che comprende il fiordo Kangia, l’area circostante e la baia di Disko dove gli iceberg si muovono continuamente.

Nel Nord-Est della Groenlandia invece troviamo il più grande parco nazionale al mondo, il Greenland National Park, fondato nel 1974 e pari a 375.000 mi² di superficie (che corrisponde a circa 974.000 km²).

GroenlandiaIl villaggio più a Nord è Siorapaluk, distante solo 1.365 km dal Polo Nord e abitato da 60 persone dedite alla caccia. Ma il paese più remoto in assoluto di tutta la Groenlandia è Ittoqqortoormiit, nella parte Est dell’isola, raggiunto dalle navi solo a Luglio e Agosto o tramite elicottero tutto l’anno.

Infine in Groenlandia, vicino a Ittoqqortoormiit, abbiamo anche il fiordo più grande del mondo, lungo circa 350 km e chiamato Scoresby Sund, dal nome dell’esploratore britannico che ne tracciò una cartografia.

Groenlandia

Thomas Neumann, NASA GSFC

7. Dall’aurora boreale al sole di mezzanotte

In Groenlandia, come in altri paesi artici, si assiste al fenomeno del sole di mezzanotte. Avviene al di sopra del Circolo Polare Artico nei mesi estivi, più o meno da Maggio a Luglio, e consiste nel fatto che il sole non tramonta mai, garantendo così ben 24 ore ininterrotte di luce. Questa è la magia dell’estate artica. Già ad Aprile, nonostante il sole tramonti, la luce rossastra rimane nel cielo a lungo. Mentre ero a Ilulissat, ho avuto modo di vedere i colori del tramonto intorno all’una di notte.

In inverno invece è il buio a dominare con la notte polare.

La Groenlandia è uno dei posti migliori per avvistare e osservare l’aurora boreale grazie a un basso inquinamento luminoso. L’insediamento di Kangerlussuaq sembrerebbe essere il luogo migliore grazie alle ottime condizioni meteorologiche che garantiscono quasi 300 giorni l’anno di cielo sereno e limpido. Ma non è detto, visto che anche qui il clima sta cambiando e diventando sempre più instabile. E infatti la mia aurora groenlandese l’ho avvistata altrove.

La leggenda Inuit narra che le luci del Nord siano lo spirito dei bambini morti prima di nascere.

Groenlandia8. L’altro lato della medaglia: alcolismo e suicidi

Se da un lato abbiamo paesaggi meravigliosi e una cultura affascinante, dall’altro abbiamo anche molte problematiche sociali come l’alcolismo, la povertà, il gioco d’azzardo e il suicidio.

La Groenlandia infatti è il paese con il più alto tasso di suicidi al mondo, anche più del Giappone. Il fenomeno riguarda soprattutto la popolazione più giovane e ha avuto un’impennata intorno al 1970. E la causa non è da additarsi al periodo di buio, dato che la maggior parte dei suicidi avviene al contrario durante la stagione estiva quando il sole non tramonta mai. Una teoria afferma che siano la mancanza di sonno, l’insonnia e gli sbalzi della serotonina a incentivare l’impulso al suicidio.

Ma forse c’è altro ancora. Una della cause di questa terribile situazione è da rintracciarsi nella rapida modernizzazione del paese, che ha sradicato gli Inuit dalle loro tradizioni e complicato la loro autonomia e sopravvivenza, e la perdita di un’identità collettiva. Il cambiamento climatico poi sta influenzando anche le attività economiche tradizionali (soprattutto la caccia e la pesca), cambiando i ritmi così da chiedere alla popolazione di adeguarsi al cambiamento. Robert Peroni, esploratore altoatesino, si è trasferito in Groenlandia moltissimi anni fa con lo scopo di aiutare gli Inuit della zona di Tasiilaq grazie al progetto della Casa Rossa. Di lui e dei suoi libri parleremo presto in un articolo di approfondimento perché il tema ci sta molto a cuore.

Groenlandia9. Sani come un pesce…forse un tempo!

Cosa mangiano gli Inuit in Groenlandia? In passato la loro alimentazione si basava sul consumo di pesce e carne di foca, con una quasi totale assenza di frutta, verdura e zuccheri, povera di carboidrati e ricca invece di grassi, proteine animali, selenio e omega-3. Si potrebbe pensare che, non consumando frutta e verdure, gli Inuit siano carenti di vitamine e soffrano di malattie cardiovascolari. Nulla di più errato. In realtà le vitamine A e D sono presenti nell’olio e fegato dei pesci, la C invece la troviamo nella pelle di balena e nel fegato del Caribou, che vengono mangiati crudi mantenendo dunque questa proprietà inalterata. L’originale dieta Inuit è una delle più sane in assoluto.

Con la globalizzazione la scelta si è ampliata e sono arrivati anche carboidrati e zuccheri raffinati, portando di conseguenza a un cambiamento nello stile alimentare e un incremento di determinate patologie.

Groenlandia10. Il riscaldamento globale si tocca con mano

Il cambiamento climatico è un tema che riguarda da vicino la Groenlandia. Qui sono infatti evidenti le conseguenze del riscaldamento globale che mutano il paesaggio e influenzano lo stile di vita degli abitanti. Il ghiaccio che ricopre il mare si assottiglia ogni anno di più e in alcune aree addirittura si forma sempre meno. Inoltre i ghiacciai si stanno ritirando a vista d’occhio, com’è accaduto a quello del fiordo di Ilulissat che è arretrato di 10 km dal 2001 al 2004. Tutto ciò ha influenzato la vita del popolo Inuit, soprattutto le loro attività economiche legate alla caccia e alla pesca.

Il riscaldamento globale ha un notevole impatto anche sulla fauna artica. Basti pensare all’orso polare che si trova in difficoltà nel cacciare le foche, le sue prede primarie, a causa della mancanza di ghiaccio che comporta una riduzione della stagione della caccia. Vi ricordate quelle spaventose immagini di qualche anno fa che mostravano orsi polari che morivano di fame? E poi aggiungiamo che molti altri invece annegano nelle gelide acque mentre sono costretti a percorrere lunghissime distanze a nuoto per poter appunto cacciare le foche e procurarsi il cibo.

GroenlandiaQuesto è solo il primo articolo dedicato alla Groenlandia. Ne verranno molti altri con consigli per organizzare un viaggio e curiosità su alcuni luoghi specifici. Nel frattempo puoi visitare il sito dell’ente del turismo Visit Greenland e cominciare a realizzare il tuo sogno! Mentre sulla nostra pagina Facebook puoi trovare alcune fotografie scattate durante il viaggio.

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9 Comments

  • Reply Giulia 19/04/2017 at 12:21

    Gogo, complimenti, molto interessante :) ho scoperto tantissime cose grazie a questo post. Io non amo particolarmente l’artico e il freddo, però ho fatto un semestre invernale a Riga, in Lettonia (sì lo so, sono una contraddizione vivente). Ricordo che la mancanza di luce, sebbene in porzione minore rispetto alla Groenlandia, mi stava facendo impazzire. I miei amici che però sono rimasti fino all’estate, dicevano: “L’inverno è stato duro, ma non hai idea di cosa voglia dire avere sempre una luce, seppur fioca, anche alle 3 di notte”. Non credo passerò per quelle latitudini, ma è stato bello viaggiare con te :)

  • Reply Girovagandoconstefania 19/04/2017 at 14:05

    Quante curiosità :) tutte cose utili da sapere soprattutto per non chiamarli equimesi!

    • Spiccando il Volo
      Reply Spiccando il Volo 26/04/2017 at 07:48

      Adesso ogni volta che sento la parola “eschimese” mi viene il magone. Sto insegnando a tutti a chiamarli Inuit. :)

  • Reply Aritravelplan 19/04/2017 at 16:45

    Che posto meraviglioso e che bellissimo articolo: ben scritto, preciso, utile. Insomma, bravissima! Sono sempre più appassionata di terre estreme e da tempo sto adocchiando la Groenlandia. Il tuo post mi tornerà utile!

    • Spiccando il Volo
      Reply Spiccando il Volo 26/04/2017 at 07:47

      Le terre estreme mi fanno venire gli occhi a cuore. Più le esplori e più che te ne innamori. Peccato non siano così economiche…

  • Reply Silvia Demick 20/04/2017 at 21:20

    No, dai la leggenda delle parole per indicare la neve è una mezza bufala? Peccato perché aveva davvero qualcosa di magico ;)
    Bellissima la fotografia dell’Aurora Boreale, sogno di poterla vedere un giorno.
    Avevo sentito della questione dei suicidi più frequenti nei mesi estivi in occasione di un viaggio al nord della Svezia. In effetti il fatto che sia sempre chiaro 24 ore su 24 è una cosa che manda fuori di testa: io dopo quattro giorni in cui dormivo pochissimo per via della luce credevo di impazzire.
    Buona serata :-)

    • Spiccando il Volo
      Reply Spiccando il Volo 26/04/2017 at 07:47

      Anche per me aveva qualcosa di magico. Comunque diciamo che è vera per metà visto che comunque hanno più termini di noi per indicare le varie forme assunte dalla neve. Molte persone infatti credono che la maggior difficoltà sia il periodo di buio totale quando in realtà è la luce a creare più squilibrio. Strano!

  • Reply FRANCESCO SCHIOPPI 17/05/2017 at 16:49

    Ciao, Gogo! Interessantissimo reportage che mi ha fatto ricordare con grande nostalgia i miei tre mesi passati in Lapponia. Tante notizie che riporti sulla Groenlandia mi fanno desiderare di farci una visitina in futuro. Forse dovresti correggere là dove dici che… “il Greenland National Park, fondato nel 1974 e pari a 375.000 m² di superficie.” Ho visto su Wikipedia e lì si dice che… “Il Parco nazionale della Groenlandia nordorientale (in groenlandese Kalaallit Nunaanni nuna eqqissisimatitaq, in danese Grønlands Nationalpark) è il più grande parco nazionale del mondo. Si trova nel nord-est della Groenlandia e si trova al di fuori di tutti e quattro i suoi comuni; con i suoi 974.000 km² copre quasi il 45% della superficie dell’isola.” In effetti, mi aveva incuriosito che il più grande parco nazionale del mondo fosse esteso addirittura meno che un km²! ;)

    • Spiccando il Volo
      Reply Spiccando il Volo 22/05/2017 at 15:36

      Ciao Francesco, tre mesi in Lapponia?! Raccontaci di più. Mi piacerebbe molto visitarla a dire il vero. Comunque avevamo indicato la superficie nell’unità di misura del miglio quadro, utilizzato dal sistema statunitense, ma ho aggiunto anche in chilometro quadrato che è effettivamente più comprensibile. Insomma, direi che è grande grande grande grande grande!

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