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Le tappe di Torino Magica: Tra esoterismo e massoneria

08/03/2017

“Torino Magica”, questo è uno dei tanti appellativi del capoluogo piemontese. Torino non è soltanto la città della Mole Antonelliana, del più importante museo del Cinema d’Italia e di uno dei musei egizi più apprezzato al mondo. Torino è anche la città più esoterica d’Italia, visto che sembrerebbe far parte del triangolo della magia bianca, insieme alle città di Praga e Lione, e della magia nera con Londra e San Francisco, diventando dunque lo sfondo del perpetuo incontrarsi e scontrarsi tra forze positive e negative. Sembrerebbe, poiché non tutti ovviamente sono di questa opinione.

C’è chi ci crede, lasciandosi affascinare da storie e leggende, e chi invece rimane stretto al suo scetticismo relegando tutta la questione a un mero obiettivo turistico (leggi il feedback del Cicap Torino). Leggende o meno, la tematica è interessante.

Io ed Emi eravamo in visita a Torino e abbiamo deciso di partecipare al tour Torino Magica organizzato da Somewhere Tours&Events. Ammetto di avere un profondo interesse per l’esoterismo e la massoneria (soprattutto legata alla storia del nostro paese), quindi sono partita con una marcia in più rispetto a questo tour. Diciamo che, credenti o meno, il tour fornisce una prospettiva diversa da cui guardare la città sabauda, sottolineando atmosfere oscure e misteriose che a prima vista potrebbero sfuggire. Lo stesso Giorgio De Chirico definì la città come “la più profonda, più enigmatica, più inquietante, non d’Italia ma del mondo”. Forse avrà esagerato, ma c’è qualcosa di Torino che non lo si afferra immediatamente.

Specifico che esiste anche un tour del Cicap, chiamato Torino Misteriosa, che come loro stessi dicono “cerca dove possibile, di fornire una spiegazione e di trovare un’origine storica e razionale alle tante credenze che circolano a proposito del capoluogo piemontese”. Mi piacerebbe partecipare anche a questo tour per avere un’altra prospettiva e punto di vista.

TorinoPerché si parla di Torino Magica? Sicuramente sono molti gli elementi che hanno alimentato questa teoria: le leggende sull’origine della città, lo studio delle linee sincroniche, l’interpretazione “esoterica” e “massonica” dei monumenti. Le origini di Torino risalgono al tempo degli egizi. Fu fondata infatti da Fetonte, figlio di Iside dea della magia, che decise di collocare qui, dove si incontravano i fiumi Dora e Po, un centro di culto al dio Api che gli antichi egizi rappresentavano con le sembianze di un toro.

La città è stata da sempre luogo di interesse per tutto ciò che riguardasse l’alchimia e l’arte divinatoria. Torino è stata visitata da grandi alchimisti come Nostradamus, Conte di Saint Germain, Cagliostro e Fontanelli. Proprio a Torino, nel 1903, nacque Gustavo Adolfo Rol, uno dei più importanti e controversi veggenti e sensitivi della storia. Lo ricorda una targa posta in via Silvio Pellico 31, dove egli visse per la maggior parte della sua vita. La stessa famiglia Savoia ha costruito 5 edifici che, secondo l’architettto austriaco Mueller, vanno a formare delle linee immaginarie che disegnano un pentacolo. Si tratta della Reggia di Venaria, Castello di Moncalieri, Castello di Rivoli, Basilica di Superga, Riserva di caccia di Stupinigi. Dunque nella sua stessa struttura la città sabauda porta in sé il mistero e l’esoterismo.

Secondo le teorie esoteriche, Torino Magica deve essere divisa in due zone, una bianca e una nera. La parte “bianca” e positiva della città ha il suo cuore in Piazza Castello (dove si trova la Sindone nel Duomo, la Grande Madre e la Mole Antonelliana). La zona “nera” invece si colloca in Piazza Statuto, il cuore nero della Torino Magica, esattamente a Ovest dove tramonta il sole. Inoltre la città è percorsa da due fiumi: la Dora, con connotazione femminile, e il Po, maschile. Questi due fiumi, con il loro scorrere sotto la città, porterebbero correnti energetiche opposte, quelle positive da un lato e negative dall’altro. Torino magica poi perché la città coincide con i vertici di due triangoli esoterici, quello della magia bianca e della magia nera.

Abbiamo poi la teoria delle linee sincroniche della comunità di Damanhur, che attesta l’esistenza di flussi di energia che circonderebbero e attraverserebbero il nostro pianeta conferendo tratti “magici” a determinate zone, come nel caso di Torino o Praga. Coloro che non credono a questa versione magica e misteriosa di Torino, attribuiscono questo appellativo ai disastrosi rapporti tra la curia romana e la famiglia Savoia, soprattutto durante il Risorgimento, quando la città venne definita come “diabolica” per il suo atteggiamento anti-clericale (ad esempio a fine Ottocento nasce qui l’associazione per la cremazione).

Il risveglio di piazza Castello

Le tappe di Torino Magica: Tra esoterismo e massoneria

1. Piazza Statuto

Piazza Statuto è la prima tappa di Torino Magica, il cuore nero della città e il luogo più negativo in assoluto per vari e diversi motivi. Innanzitutto questa piazza coincide con il vertice del triangolo di magia nera di cui la città farebbe parte. Ma non finisce qui. Storia e leggenda si intrecciano in un’interpretazione oscura di questo luogo. Gli antichi romani infatti avevano collocato in questa zona della città la necropoli e la vallis occisorum, ossia il patibolo dove venivano giustiziati i criminali. A Ovest, dove tramonta il sole e predominano le tenebre, queste potevano essere le uniche attività possibili. Sotto il laghetto della fontana, posta al centro della piazza, troviamo lo snodo centrale delle fognature che, nell’antichità, venivano chiamate “cloache” ossia “bocche dell’inferno”. Tutti elementi che aggiungono connotati negativi al luogo.

La fontana posta al centro, dedicata alle vittime del traforo Frejus, sembra rappresentare l’apice della negatività. L’interpretazione esoterica e massonica del monumento evoca la commemorazione di uomini che sacrificarono la propria vita in onore della scienza e della tecnologia. Tutto il complesso non è rivolto in direzione del Frejus, ma piuttosto verso la Torino Bianca, quindi verso la luce. La figura principale della fontana, un angelo con una stella a 5 punte sulla fronte, viene spesso identificato con Lucifero, stella della luce.

Monumento al traforo del Frejus.Al Traforo del Cenisio - Frejus

2. Rondò della Forca e il boia

Poco lontano da Piazza Statuto, troviamo quel luogo identificato tradizionalmente con Rondò della Forca, collocato al punto d’incontro tra corso Regina Margherita, corso Valdocco e corso Principe Eugenio. Nella realtà dei fatti, il nome Rondò della Forca gli è stato attribuito a causa delle esecuzioni capitali che qui avvennero dal 1835 al 1853, quando furono spostate in Piazza San Carlo e Piazza Vittorio Emanuele, poiché il luogo era vicino alla prigione ed era abbastanza grande da poter accogliere più spettatori possibili. Era un luogo buio, con lunghi pini che facevano ombra, in aperta campagna. Oggi all’angolo con Corso Regina Margherita è possibile ammirare una statua, eretta nel punto esatto in cui una volta c’era il patibolo, dedicata a San Giuseppe Cafasso, prete che sosteneva spiritualmente i carcerati e condannati a morte.

A brevissima distanza, in via Bonelli 2, troviamo poi la dimora dell’ultimo boia della città, Piero Pantoni.

Cafasso 

3. La fontana angelica di Piazza Solferino

Ma Torino magica possiede anche un capitolo dedicato alla massoneria. Ci spostiamo in Piazza Solferino dove una fontana in bronzo racchiude in sé la cultura massonica. La Fontana delle Quattro Stagioni fu commissionata da un ministro di Casa Savoia, il Grand’Ufficiale Pietro Bajnotti, per ricordare i genitori defunti.

La fontana avrebbe dovuto essere realizzata in stile gotico medioevale ed essere collocata in Piazza San Giovanni davanti al duomo. Ma così non avvenne, forse perché impiegarono troppo tempo a realizzarla o a causa di quelle simbologie troppo spinte che poco andavano d’accordo con il luogo.

La fontana, ricca di simbolismi, sembrerebbe infatti avere un significato più profondo dedicato agli iniziati massonici. L’interpretazione più accreditata è che la fontana ricostruisca quello che è il percorso interiore dell’iniziato per arrivare alla vera conoscenza.  Ci sono quattro statue che raffigurano le quattro stagioni, due femminili (primavera ed estate) e due maschili (autunno e inverno). Quest’ultime in particolare vengono identificate con i giganti Boaz e Jaquin, sostenitori delle colonne d’Ercole, che metaforicamente rappresenterebbero il primo step che l’iniziato deve compiere per completare il percorso massonico.

Fontana AngelicaFontana Angelica parte 1 

4. Il portone del diavolo del Palazzo Trucchi di Levaldigi (via XX Settembre)

Il Palazzo Trucchi di Levaldigi fu costruito dal ministro delle Finanze di Casa Savoia e, mentre in passato fu sede della Reale Fabbrica dei Tarocchi, oggi ospita un istituto bancario (per precisione la BNL). Il portone venne colpito nel 1675 a Parigi ed è ricco di motivi decorativi floreali al cui centro però appare il volto del diavolo e due serpenti. Sono molte le teorie e le leggende su questo luogo. Il portone infatti fu fatto installare in una notte, alimentando così leggende come quella che fosse opera del diavolo.

L’edificio fu teatro di eventi negativi e misteriosi quali delitti irrisolti. Uno di questi avvenne nel 1790, durante una festa di gala in cui una danzatrice venne pugnalata fino alla morte senza che si scoprisse il colpevole o si trovasse l’arma. Successivamente, agli inizi dell’Ottocento, un soldato che era in possesso di documenti segreti entrò all’interno e scomparve nel nulla. Solo vent’anni dopo si trovarono i suoi resti in un’intercapedine. Con questi due delitti, è facile immaginare le storie di fantasmi che si sono create intorno al palazzo.

Torino Magica5. Esoterismo e magia tra i palazzi

La magia nera a Torino si nasconde anche tra i palazzi, soprattutto nella zona di Via Alfieri, dove si scorgono numerosi simboli esoterici. In Via Lascaris, davanti all’edificio di una banca che un tempo era sede di una loggia massonica, si osservano sul marciapiede due fessure a forma di occhi che servivano per fare luce ai locali posti nel piano interrato. La tradizione identifica le due fessure con gli occhi del diavolo.

Occhi magici

Torino Magica è dappertutto. Basta alzare gli occhi infatti per scorgere mascheroni, draghi, meduse, serpenti che si sporgono dai meravigliosi edifici del centro storico. 

Sono molti i libri dedicati all’argomento e, tra questi, il più famoso è “Torino città magica” (L’Ariete, 1978) di Giuditta Dembech, a cui è seguito poi un secondo volume. Citiamo anche Enigmi e misteri della Torino Magica (Gribaudo, 1991) di Edoardo Garello, “Piemonte magico. Gente e luoghi del mistero visti con gli occhi di uno scettico” (Priuli&Verlucca, 2003) di Enrico Bassignana. Infine un recentissimo libro dal titolo “Torino mysteriosa, fama (im)meritata?”, scritto da un socio del Cicap accompagnatore durante il tour di Torino Mysteriosa, che indaga l’argomento da un punto di vista più scientifico. Per ulteriori approfondimenti, segnalo anche il magazine n° 179 del Cicap.

Torino Magica

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3 Comments

  • Reply Chiara 08/03/2017 at 12:00

    Bellissimo questo tour particolare di Torino! Ho già visitato questa città due volte ma adesso che ho letto il tuo articolo mi piacerebbe tornarci e seguire questo itinerario! :-)

  • Reply Girovagandoconstefania 08/03/2017 at 12:11

    Sono stata a Torino diverse volte ma non ho mai fatto un tour guidato e perciò ignoravo molte delle cose che hai scritto!!

  • Reply Lucilla 24/03/2017 at 09:45

    Mi sono imbattuta per caso in questo articolo e devo dire che l’ho trovato molto interessante. Partirò per Torino a fine Aprile, mi hai dato un bello spunto

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