Arctic Lover Travels

Terreni di Ævarsdóttir: In Islanda con Safarà Editore

12/12/2016

Lo scorso Ottobre Safarà Editore, casa editrice indipendente di Pordenone, ci ha invitate a partecipare a un blog tour letterario per presentare Terreni di Oddný Eir Ævarsdóttir, appartenente alla collana KEL – Kaleidoscopic European Literature. L’opera della scrittrice islandese è stata tradotta in italiano da Silvia Cosimini, con la prefazione di Massimiliano Bampi, ed edita appunto da Safarà Editore.

Sarà che tutto ciò che riguarda l’Islanda ci smuove dentro, ma non potevamo dire di no. Nel nostro blog c’è un’intera sezione dedicata a quest’isola e, da poco, sono diventata admin del gruppo Facebook italiano Amici dell’Islanda. Quale migliore occasioni per ricordare un viaggio che ha inevitabilmente lasciato un segna indelebile nel nostro percorso di viaggiatrici.

Terreni è un ibrido tra romanzo e diario che racconta il ritorno in Islanda della scrittrice. Durante la lettura, i paesaggi e la cultura islandese scivolano tra le dita come i grossi granelli di sabbia di una spiaggia lavica. Non è l’Islanda dei turisti della stagione estiva, che corrono su e giù lungo la Ring Road alla ricerca del luogo più adatto per il loro selfie dell’anno. Terreni ha un ritmo lento, che ricorda le tradizioni di un tempo che sembra per svanire, ma che gli islandesi amano tenersi stretto. E poi anche i sassolini nella scarpa dell’isola che riguardano tematiche importante come il turismo di massa e la sfida della sostenibilità. 

In questo blog tour non tocca a noi recensire il libro, raccontandovi ciò che c’è di buono o meno a livello letterario. Nella nostra prima tappa ci lasceremo sfuggire dal cuore le sensazioni, accompagnandovi in quella terra di ghiaccio e fuoco che fa da sfondo alle vicende di Terreni.

terreni

Terreni di Ævarsdóttir: In Islanda con Safarà Editore

Islanda1.  Reykjavik


“Dentro di me ho una forte contraddizione;

da una parte pretenderei che tutte le case di tutto il paese fossero bianche con il tetto rosso,

mi viene quasi la nausea quando vedo i tetti di un brutto colore.”


Per alcuni è il punto di inizio del viaggio, per altri invece è l’ultima destinazione toccata prima di tornare a casa. Indubbio è il fascino che questa piccola capitale, la più a nord del mondo, sprigiona sui molti turisti che ogni anno la visitano. Molti passano solo qualche giorno in città, riuscendo a comprendere ben poco della sua vera natura. Io invece me la sono goduta appieno, soffermandomi in ogni angolo e osservandola da ogni prospettiva possibile. Dal centro storico, racchiuso intorno alla celebre chiesa Hallgrímskirkja, fino ai quartieri più periferici e residenziali, ho camminato e scorrazzato in bicicletta per sentirmi Reykjavik scorrere nelle vene. Risultato finale? Sono arrivata a pensare che mi piacerebbe davvero viverci.

  • Il profilo del Monte Esja davanti alla città 
  • Le case dai tetti colorati e gli edifici super moderni 
  • Il tramonto da Videy Island
  • Le mattine a raccogliere foglie ingiallite nell’orto botanico 
  • La calma di chi beve il caffè nelle tante librerie del centro

Islanda Islanda2. La natura


“Mi sono sentita indifesa quando una pernice mi è volata sopra la testa mentre stavo accovacciata sui talloni, l’avevo proprio vicina alla testa, mi volteggiava intorno emettendo il suo grido.

Mi sento piuttosto tesa adesso che ho appena abbandonato il turbinio urbano, in aperta campagna non so più che significato abbiano le cose. Perché le pernici volano in cerchio?”


Quando sono tornata dal mio meraviglioso viaggio di diciotto giorni in Islanda, mi sono resa subito conto di come percepissi in modo diverso ciò che prima mi sembrava ordinario e scontato. Un tramonto non era più un semplice tramonto, era qualcosa di più grande e intenso. A ogni passo riuscivo a sorprendermi come mai prima per le sfumature del cielo o per il cinguettio di un uccellino. Può sembrare banale, ma è vero. Un viaggio in Islanda è l’ideale per resettare la propria sensibilità. Il contatto con la natura è onnipresente e la sensazione di sentirsi piccoli nei confronti del creato è quella che va per la maggiore. Cascate, montagne, ghiacciai, vulcani, scogliere a picco, spiagge e anche eventi atmosferici che sfiorano il sublime. Viaggiare in lungo e in largo con quel sentimento di meraviglia mista a paura. La forza della natura si esprime in Islanda con il suo miglior spettacolo di sempre. Nel libro Terreni la natura accompagna la protagonista nel suo ritorno in Islanda, ogni capitolo infatti presenta un aspetto legato al paesaggio islandese.

  • Il vento che ti sbatte a terra a Vík
  • Il fiabesco panorama dalla cima di Dyrhólaeyjarviti
  • L’acqua della cascata Seljalandsfoss che, passando dietro al getto, ti ricopre il viso

IslandaIslandaIslanda3. La sostenibilità 


“Abbiamo cercato di spiegarle come dalle ferite dell’Islanda grondasse ancora energia.

Le abbiamo detto dell’idea di sfruttare l’energia dell’isola in maniera nuova,

di reindirizzarla all’interno del suo sistema ambientale ed economico

e di rendere onore al ciclo della natura rinsaldando la giustizia.”


Natura e Islanda sono un binomio inseparabile per molti motivi, non solo per il discorso paesaggistico. La natura infatti permette all’isola di essere uno dei paesi più sostenibili al mondo, se non il più sostenibile in assoluto. Il 100% dell’elettricità è infatti prodotto attraverso fonti di energia rinnovabile, e l’utilizzo del combustibile fossile è limitato all’industria ittica e ai trasporti. La salvaguardia dell’ambiente naturale rappresenta dunque una priorità per il paese. Ma non è tutto oro quel che luccica. 

Ad oggi la sfida più grande per l’Islanda è cercare la via di un turismo sostenibile che non faccia danni (in parte forse sono già stati fatti). I visitatori aumentano di anno in anno e l’ombra del turismo di massa sulla piccola isola è sempre più vicina. Un recente sondaggio ha rivelato che almeno la metà degli islandesi reputa i turisti e il turismo pericolosi per la natura. Terreni di Oddný Eir Ævarsdóttir evidenzia in più punti la problematica e l’urgenza di trovare una soluzione che possa preservare la natura e l’identità nazionale.

IslandaIslanda 4. La tradizione popolare


“Oggi sono salita sul monte Helgafell senza mai voltarmi indietro e ho espresso un desiderio.

Ho ammirato dall’altro la tomba di Gudrun,

nel luogo in cui aveva cercato la tranquillità alla fine della sua esistenza.

Non ricordo esattamente quanti desideri si possano esprimere secondo la tradizione,

ma ho deciso di esprimerne tre, uno riguardava la natura, il secondo l’equità e il terzo l’amore.”


Nel libro l’autrice cita una tradizione, quella connessa al monte Helgafell, che rappresenta la montagna sacra nella storia e letteratura islandese. Già nella Eyrbyggja Saga questo monte viene citato come luogo di passaggio per la vita ultraterrena. Si tratta di una collina alta 73 metri che si trova in prossimità della piccola cittadina di Stykkishólmur, nella penisola di Snaefellsness. La leggenda dice che si debba salire sulla cima in silenzio, senza mai voltarsi, e con il cuore sgombro. Salendo poi si dovranno esprimere tre desideri. Quando ho letto la frase qui sopra, ho sentito il cuore stringersi di colpo. Salire sul monte Helgafell, a pochi giorni dalla conclusione del mio viaggio in Islanda, è stata un’esperienza intensa. Il vento soffiava forte sulla cima e io e i miei amici ci siamo riparati dietro al muretto di sassi per goderci il momento. Era un saluto a questa magnifica terra.

In Islanda la tradizione è importante, un legame indissolubile con il passato e il desiderio di lasciare a briglia sciolta l’immaginazione. L’Islanda è il paese in cui il reale si intreccia con il magico. Ti sembrerà di vivere una fiaba e a volte  sarà difficile distinguere la realtà dalla fantasia.

IslandaIslandaIslandaInformazioni sul Libro:

Terreni di Oddný Eir Ævarsdóttir, traduzione di Silvia Cosimini (240 pagine, Safarà Editore, 18€)

Descrizione: Dopo anni di peregrinazioni, la protagonista di questo diario di viaggio torna nella natia Islanda, decisa a trovare un terreno fertile in cui vedere crescere le proprie radici e poter nutrire un nuovo amore; un luogo le cui porte sappiano tanto aprirsi al mondo, quanto chiudersi in un abbraccio protettivo. Un grande atto di coraggio per chi, come lei, ha sempre chiesto ospitalità altrove. Questo viaggio alla ricerca di un luogo a cui appartenere la condurrà sempre più in profondità nei luoghi dei suoi antenati islandesi, accompagnata dal ciclo delle stagioni e dai riti e colori che esse scandiscono, dalla memoria delle mitiche saghe nordiche e dai versi immortali dei grandi poeti romantici.

Autrice: Oddný Eir Ævarsdóttir, nata nel 1972, ha conseguito un diploma secondario di dottorato presso la Sorbona. Ha scritto tre romanzi autobiografici, tradotto e curato opere letterarie, e organizzato eventi di arti visive. Dirige uno spazio d’arte contemporanea a New York e Reykjavík, in collaborazione con il fratello, l’archeologo Uggi Ævarsson. Insieme gestiscono la casa editrice Apaflasa. Ha lavorato anche come redattrice del sito web ambientale náttúra.info. Ha inoltre collaborato con la cantante Björk in progetti di salvaguardia della natura e come autrice di testi musicali, in particolare per il progetto Biophilia (2011). La sua opera Heim til míns Hjarta è stata nominata per il premio culturale del quotidiano DV nel 2009. Jarðnæði è stato nominato per l’Icelandic Literary Award nel 2011 e ha vinto l’Icelandic Women’s Literature Prize nel 2012. Jarðnæði è stato uno dei migliori libri dell’anno per i librai islandesi ed è rimasto sette settimane nella classifica dei best-seller. Ha vinto inoltre il premio dell’Unione Europea per la Letteratura.

Prossime tappe del Blog Tour:

2° tappa, 16 Dicembre: Intervista alla traduttrice Silvia Cosimini a cura di Martinaway
3° tappa, 19 Dicembre: Recensione del libro a cura di Il giro del mondo attraverso i libri
4° tappa, 22 Dicembre: Intervista all’autrice Oddný Eir Ævarsdóttir a cura di Turisti per Sbaglio

Islanda

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11 Comments

  • Reply Claudia 12/12/2016 at 10:54

    L’articolo è meraviglioso, viene immediatamente voglia di partire verso l’Islanda.
    Adoro la fotografia dei bimbi biondissimi che fanno un pic nic sul prato: è uno scatto che mi trasmette serenità e speranza verso il futuro allo stesso tempo.

    Alla prossima tappa!
    Claudia – Il giro del mondo attraverso i libri

    PS: grazie a questo blogtour ho scoperto un sito bellissimo che seguirò con vivo piacere!

    • Spiccando il Volo
      Reply Spiccando il Volo 13/12/2016 at 15:10

      Ciao! Grazie mille. Quella fotografia piace molto anche a me. Era una giornata molto ventosa a Reykjavik ed è stato bello vedere come due mamme portassero i loro figli a pranzo fuori cercando il contatto con la natura. Questo blog tour ci porterà in luoghi meravigliosi e sono curiosa di leggere le prossime tappe e le interviste. Alla prossima tappa!
      Gogo

  • Reply Martina 12/12/2016 at 18:53

    Mi è piaciuto molto leggere questo post, perché non solo mi ha riportata tra le pagine del libro, ma mi ha anche permesso di soffermarmi di più sui luoghi che vengono nominati e sulle immagini di un’Islanda splendida. Adesso ho ancora più voglia di andarci :)

    • Spiccando il Volo
      Reply Spiccando il Volo 13/12/2016 at 15:27

      Ciao Martina, è davvero un piacere partecipare a questo blog tour letterario che mi ha dato modo di tornare a riflettere sul mio viaggio in Islanda. Non parliamo però della nostalgia che mi è venuta a scriverlo. Prenoterei e fuggirei adesso.
      Gogo

  • Reply Stefania 14/12/2016 at 10:12

    Piacerebbe anche a me viverci nei mesi estivi, l’ho trovata meravigliosa. Le lunghe giornate buie invernali non mi attirano.

    • Spiccando il Volo
      Reply Spiccando il Volo 14/12/2016 at 15:14

      A me piace in tutte le stagioni. Diciamo che l’inverno offre delle luci diverse, ma comunque belle.

  • Reply Amaranth 14/12/2016 at 14:19

    Davvero un articolo bello e ricco di suggestioni. Amo viaggiare, anche se non ho fatto grandi viaggi. Non mi ero mai soffermata a pensare all’Islanda come meta, ma le tue parole mi hanno fatto cambiare prospettiva. Sono rimasta affascinata.

    • Spiccando il Volo
      Reply Spiccando il Volo 14/12/2016 at 15:23

      Ciao Amaranth, l’Islanda è una meta che amo tantissimo e sono felicissima di averti ispirato. Non è una meta classica ma è ricca di suggestioni paesaggistiche e culturali. Ovviamente ti consiglio di andarci un giorno e, se avrai bisogno, sarò qui per aiutarti!
      Gogo

  • Reply Intervista a Silvia Cosimini, traduttrice di "Terreni" | Martinaway 16/12/2016 at 00:01

    […] dicembre – Terreni di Ævarsdóttir: In Islanda con Safarà Editore a cura di Spiccando il […]

  • Reply Oddný Eir Ævarsdóttir | Terreni | Il giro del mondo attraverso i libri 19/12/2016 at 09:01

    […] 1° tappa, 12 dicembre: In Islanda con Safarà editore a cura di Spiccando il volo […]

  • Reply #dimmicosaleggi – Terreni di Oddný Eir Ævarsdóttir un’intervista all’autrice – Turisti per Sbaglio 22/12/2016 at 09:58

    […] 1° tappa: In Islanda con Safarà editore a cura di Spiccando il volo […]

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