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Barcellona: 3 consigli per un viaggio senza fregature

06/12/2016

Barcellona è complessa, una città che “cambia tutti i giorni pur restando sempre la stessa”. O la ami o la odi. Durante il mio soggiorno Erasmus in Spagna, ho avuto modo di visitare Barcellona svariate volte. Ogni scusa era buona per tornare in quella che amavo definire “la città in cui avrei voluto vivere”. La città catalana non mi ha mai delusa e ho imparato a conoscerla piano piano, esperienza dopo esperienza.

Barcellona è una delle città più belle che abbia mai visitato, capace di rubarti il cuore al primo istante, ma anche una delle più turistiche. In tredici anni il numero dei turisti si è quadruplicato, tanto da far sì che questi siano quattro volte più degli abitanti stessi. Siamo quindi arrivati alla conta dei danni del turismo di massa che ha prodotto degrado in quella che era il gioiellino della Catalogna. La neo sindaca Ada Colau si è resa conto della situazione che imperversa in città, decidendo di bloccare le licenze per gli alloggi turistici nell’anno in corso e proponendo un piano di turismo sostenibile per gli anni a venire. Passeggiando per Barcellona e facendo un po’ di attenzione a quello che abbiamo intorno, non è difficile rendersi conto del disagio dei residenti che ogni giorno combattono contro orde di turisti. Il documentario Bye Bye Barcelona lo spiega bene. 

Recentemente ho avuto modo di leggere questa breve e interessante inchiesta su ciò che piace meno di Barcellona, le opinioni di 380 stranieri che vivono nella città da almeno tre mesi, e ho pensato che per organizzarsi al meglio fosse utile conoscere il punto di vista di chi la città la vive ogni giorno.

BarcellonaBarcellonaBarcellona: 3 consigli per un viaggio senza fregature

1. Uscire fuori dal circuito turistico

Questo primo punto può risultare una banalità, ma nel caso specifico di Barcellona rappresenta la chiave di svolta per scoprire il vero volto della città catalana. Non sto dicendo che non si debbano visitare i luoghi più famosi come la Sagrada Familia, Parc Guell, Las Ramblas o il Barrì Gotic. Io stessa subisco il fascino di queste meraviglie che raccontano la storia della città, e ammetto di averle visitate più e più volte. D’altro canto però ho avuto modo di scoprire che esiste un’altra Barcellona, insolita e poco conosciuta, ma soprattutto meno influenzata dal turismo di massa. Questo appena citato è proprio il primo aspetto negativo messo in risalto dal sondaggio menzionato prima. Basta poco per uscire da quei non luoghi affollati di turisti, ormai lontano ricordo di una Barcellona tradizionale.

BarcellonaBarcellonaQualche esempio?

Il Parco del Labirinto di Horta, il giardino più antico di Barcellona, nel periferico quartiere di Horta-Guinardó, composto da un giardino neoclassico e un giardino romantico. All’interno di questo parco c’è un meraviglioso labirinto di cipressi che copre una superficie di 45×50 metri quadrati. Si tratta di un vero e proprio labirinto, come quello del film  Labyrinth con David Bowie e Jennifer Connelly. Tra l’altro, proprio in questo parco, sono state girate alcune scene del film Il Profumo.

BarcellonaBarcellona– Un’alternativa all’affollatissima Rambla, quella che termina con la statua di Cristoforo Colombo, è la Rambla de Poble Nou che con un chilometro di lunghezza parte da Gran Via de Les Cortes Catalanes e giunge fino al mare. L’area in questione ha subito recenti interventi di riqualificazione e ad oggi è una delle zone preferite dagli stessi abitanti di Barcellona. Dimenticati la calca di turisti e i tanti negozi di cianfrusaglie e souvenir. La tranquillità della vita e la serenità dei residenti fanno da cornice a rilassanti passeggiate tra edifici modernisti e la sosta in uno dei tanti Café per gustare l’orchata, la tipica bevanda catalana a base di chufa. Un ritmo lento che mai penseremmo di trovare in una metropoli come Barcellona.

BarcellonaRambla de Poble Nou in the morning

2. Ponderare bene la scelta dell’alloggio

L’alloggio rappresenta un’altra nota dolente. La quantità di alloggi presenti su Barcellona è infinita, e scegliere bene la soluzione più adatta al nostro viaggio non è cosa semplice, soprattutto se non si conosce almeno un po’ la città. Inoltre non tutte le strutture sono all’altezza delle aspettative che ci siamo creati vedendole sul web. La fregatura insomma è sempre dietro l’angolo. Il primo dubbio che abbiamo quando si sceglie l’alloggio a Barcellona riguarda il quartiere in cui cercarlo. Come svela questa inchiesta, che riporta la voce dei residenti, i migliori quartiere per vivere sono Gràcia e Poble Nou che, grazie a un’atmosfera tranquilla e pacata, non danno l’impressione di trovarsi in centro. Inoltre il livello di sicurezza è più alto rispetto ad altre zone del centro dove, perlomeno di notte, si consiglia di fare molta attenzione. Una buona soluzione è quella di affittare un appartamento così da avere a disposizione un po’ più di spazio e poter essere indipendenti grazie alla cucina. In questo caso segnalo il sito Ok Appartamenti Barcellona che permette di confrontare appartamenti, sia in centro che in periferia, e di scegliere in base a numerosi filtri. Il rapporto qualità/prezzo è ottimo, esiste un numero di assistenza da contattare in caso di bisogno e un ufficio fisico con impiegati che parlano numerose lingue.

Barcellona

3. Non fidarti della Rambla

La Rambla è il posto più turistico per eccellenza, quello più lontano da ciò che sono le autentiche tradizioni della città. Infatti 8 persone su 10 qui sono turisti. Da un certo punto di vista non si può dire di essere stati a Barcellona senza essere passati dalla Rambla. Ma quanto c’è rimasto di realmente barcellonese? Niente. Anche il Mercato della Boqueria, uno dei miei luoghi preferiti, non è più lo stesso di un tempo.

BarcellonaBarcellona

Il primo consiglio che posso darti in merito al cibo è di evitare di mangiare sulla Rambla. Tutto è estremamente turistico, poco tradizionale, qualitativamente inferiore e costoso. A ogni angolo spunta qualcuno pronto a farti entrare nel suo locale proponendoti un classico menù turistico che prevede, con molta probabilità, la famosa paella. Ma di paella in quel piatto c’è ben poco. Mi permetto di aprire una piccola parentesi per sottolineare che la paella è un piatto tipico catalano la cui origine si colloca nella zona di Valencia. Ovviamente la si può mangiare anche a Barcellona, soprattutto nella versione con i frutti di mare. Tornando al punto, per mangiare una buona paella dobbiamo essere disposti a spendere qualcosa di più e avere la pazienza di trovare il ristorante giusto. Ti aiuto segnalandoti qualche ristorante che amici di Barcellona mi hanno consigliato: Los Caracoles in Placa Reial, Restaurante 7 Portes nel Barrio Gotico e la Fonda.  La Rambla è uno dei luoghi più affollati in assoluto di Barcellona ed è anche quello più colpito dai borseggiatori. Fai sempre attenzione a chi ti gravita intorno, tieni d’occhio le tue cose e non farti abbindolare da personaggi poco raccomandabili.

Las Ramblas, Barcelona

I tre punti fondamentali per evitare fregature da turista a Barcellona sono tra le tue mani. Fanne tesoro ed esci dai non luoghi per perderti in quel felice caos che è l’essenza della città. Scoprirai che Barcellona non è come tante guide te la raccontano e che i catalani non sono così antipatici come sembra. Vivi Barcellona, ma fallo in modo consapevole.

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2 Comments

  • Reply Khadi 16/03/2017 at 20:15

    Ciao Gogo, hai visto che un amore in comune ce lo abbiamo? (E forse anche più di uno!).
    Sono stata a Barcellona due volte e concordo pienamente quando dici che per godersi davvero la città bisogna allontanarsi un po’ dalle mete turistiche e dai luoghi affollati. L’ultima volta me ne andai ingiro da sola, seguendo un mio itinerario a piedi, visitando prima la zona modernista in cui ci sono le prime residenze progettate da Gaudì che pochi conoscono e poi, sempre a piedi, fino al ponte di Kalatrava. E’ pure che girando a piedi ci si sente di casa…

    • Spiccando il Volo
      Reply Spiccando il Volo 18/03/2017 at 20:25

      Hai proprio ragione. Barcellona non smetterò mai di amarla e visitarla. Ogni anno penso che ci sia un buon motivo per tornarci e non mi stanco mai. Non sono molti i posti che producono questo magico effetto.

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